Webcolumn – Il futuro del web
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Webcolumn – Il futuro del web


Quale è il futuro di Internet? Ogni anno a San Francisco si tiene un convegno, il Web 2.0 Summit, che è il convegno più importante del mondo sull’evoluzione di Internet. In questo convegno si cerca di capire quale è lo stato dell’arte, ma anche che cosa ci aspetta nel futuro per quanto riguarda la Rete. A questo convegno partecipano tutti i leader delle società di tecnologia e di applicazioni più importanti, come possono essere quelle di Microsoft, Google, Amazon e anche opinionisti mondiali, come è avvenuto al quinto appuntamento, l’ultimo che si è tenuto, in cui si è parlato di Internet nel sociale, nella politica. A San Francisco si è discusso per tre giorni, nell’ultimo convegno, del futuro della Rete e tra i temi citati è importante sottolineare la vittoria di Obama, che è stata commentata positivamente per due motivi: primo, che la Rete è stata cruciale, importante per la sua elezione e che lui stesso crede nella rete, conseguentemente darà un forte impulso allo sviluppo della rete negli Stati Uniti e a tutto quello che ne consegue nelle diverse aree sociali. Un altro punto discusso è stato quello del mobile, che è il futuro assoluto di accesso alla rete, che cambierà le modalità e anche le applicazioni di rete. Il terzo punto è stato quello dello spostamento in rete della pubblicità, che sta avvenendo con una velocità superiore a quella che era stata prevista alcuni anni fa e che, sostanzialmente, sposta il flusso economico delle informazioni dai media broadcasting alla rete. Ultimo punto, legato anche all’attualità della crisi economica, è l’utilizzo della rete per efficientare i processi interni delle aziende, che possono avere un risparmio dal 30 al 60% con Intranet e, sostanzialmente, questi sono stati i punti più importanti. Tra gli interventi più interessanti vi sono stati quelli di Kevin Kelly della rivista Wired, di Mary Meeker di Morgan Stanley, di Ralph De La Vega di AT&T e di Mark Zuckerberg di Facebook e, infine, anche di Al Gore. Al Gore ha spiegato le valenze sociali del web: in particolare la democratizzazione dei media e Al Gore crede che la rete possa diventare un’intelligenza sociale collettività che lui chiama social activism, per l’ingresso in una nuova era nella gestione dei trasporti, dell’energia e della produzione dei beni. Mary Meeker, di Morgan Stanley ha parlato di economia e ha dato alcuni numeri, in particolare ha sottolineato la crescita delle società che sono le più importanti per livello di crescita nell’ultimo anno e che sono state YouTube, Facebook, Skype, Paypal e E-Bay. Skype è importante dire che, se fosse un operatore telefonico, sarebbe il secondo nel mondo. Ralph De La Vega di AT&T ha spiegato che AT&T sta spostando verso il mobile molta della sua attenzione e del suo sviluppo economico e già alcuni milioni dei suoi clienti hanno in dotazione un iPhone e di questi, che hanno un iPhone, il 40% è un nuovo cliente, questi quasi la metà. La tendenza, secondo Ralph De La Vega, in futuro sarà di muoversi senza più portare il computer con sé per accedere alla rete e l’iPhone potrà essere, in futuro, l’accesso diretto alla televisione o al video al plasma, che chiamiamo ancora oggi televisore. Infine Kevin Kelly di Wired, ha dato un’interessante prospettiva storica della rete: ha ricordato che, dall’ingresso della rete, ossia da quando è stata creata la prima pagina web html da Barnes Lee, sono passate soltanto poche migliaia di giorni, ad oggi circa 7. 000 giorni e quindi un tempo brevissimo e, da allora, vi sono stati tre passaggi fondamentali legati tutti alla condivisione delle risorse. I passaggi sono stati la condivisione del computer, la condivisione dei dati e adesso la condivisione delle applicazioni. Per Kelly il futuro che ci aspetta e che lui definisce socialismo 2. 0, sarà la convergenza in un’unica piattaforma di media, dati e processi: se qualcosa non sarà presente in questa piattaforma e quindi in rete, di fatto non esisterà più.

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